Il confine tra parcheggio lecito e campeggio abusivo è al centro del dibattito normativo che riguarda gli oltre 7.900 autocaravan immatricolati in Italia nel 2025. La distinzione, fissata dall’articolo 185 del Codice della Strada, è rimasta invariata nel 2026, ma una sentenza del TAR Toscana dell’anno precedente ha ridefinito i margini entro cui i Comuni possono intervenire con ordinanze restrittive.
Cosa dice la legge
L’articolo 185 del Codice della Strada equipara gli autocaravan agli altri veicoli per la circolazione e la sosta. Il camper può fermarsi dove è consentita la sosta ordinaria, a condizione che il mezzo rimanga in condizione di normale parcheggio: nessuna occupazione di suolo oltre il proprio ingombro, nessun elemento esteso verso l’esterno.
La norma non assegna ai possessori di camper diritti speciali rispetto agli altri automobilisti. Segnali di divieto, limiti temporali, stalli riservati e divieti di fermata restano applicabili senza eccezioni.
Il confine tra sosta e campeggio
Il punto critico — e quello che genera il maggior numero di contestazioni — riguarda i comportamenti che trasformano una sosta in campeggio. Aprire il tendalino, estrarre gli scalini, posizionare tavoli e sedie fuori dal mezzo, effettuare scarichi o occupare suolo oltre le strisce di parcheggio: ognuna di queste azioni può far scattare la sanzione, indipendentemente da dove il camper si trovi.
Restare a bordo del mezzo durante la sosta, invece, non costituisce campeggio. La distinzione non si basa su dove si dorme, ma su come il mezzo occupa lo spazio pubblico.
La sentenza del TAR Toscana
Il 26 maggio 2025, il TAR Toscana ha annullato un’ordinanza comunale ritenuta discriminatoria nei confronti degli autocaravan. La decisione — citata con il numero 921 — ha stabilito che i Comuni non possono introdurre divieti generalizzati che colpiscano i camper in quanto tali, differenziandoli dalle automobili in modo non giustificato.
La sentenza non elimina il potere regolamentare dei Comuni. L’amministrazione locale può disciplinare la sosta con segnaletica, ordinanze e limiti temporali, purché le restrizioni non abbiano carattere discriminatorio verso gli autocaravan rispetto agli altri veicoli.
I commentatori giuridici che hanno analizzato la pronuncia avvertono, comunque, che il principio affermato dal TAR va distinto dalla sua applicazione pratica nei singoli Comuni: segnaletica locale e ordinanze restano decisive caso per caso.
Cosa si può fare e cosa no
Sul piano pratico, le regole in vigore nel 2026 si riassumono così.
È consentito sostare dove la sosta è permessa agli altri veicoli, rispettando eventuali limiti orari o di stallo indicati dalla segnaletica. È consentito pernottare a bordo del mezzo senza aprire elementi esterni.
Non è consentito aprire tendalini, scalini, tavoli o sedie fuori dal camper. Non è consentito occupare suolo oltre l’ingombro del mezzo. Non è consentito ignorare segnali di divieto o ordinanze comunali valide per quel tratto.
Le novità per i gestori di aree sosta
Nel gennaio 2026 sono entrate in vigore nuove disposizioni amministrative che riguardano i gestori di aree sosta camper. Le guide di settore richiamano obblighi legati al Codice Identificativo Nazionale (CIN) e alla Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR), strumenti già applicati al comparto ricettivo tradizionale e ora estesi anche alle aree di sosta dedicate ai mezzi itineranti.
Il mercato e il contesto
Nel 2025 in Italia sono stati immatricolati 7.936 nuovi camper, con una crescita del 10,56% rispetto all’anno precedente. Il mercato dell’usato ha registrato un aumento del 6,05%. Il comparto del turismo itinerante vale, secondo le stime di settore diffuse nel 2026, circa 8,5 miliardi di euro.
Il Ministero del Turismo ha finanziato la realizzazione di oltre 4.400 nuove piazzole, con uno stanziamento di 25,7 milioni di euro e un impatto economico stimato in oltre 373 milioni di euro.
Il Salone del Camper 2026 si terrà a Fiere di Parma dal 12 al 20 settembre.
Cosa attendersi
Le guide normative concordano sul fatto che la regola fondamentale — sosta consentita come per qualsiasi altro veicolo, campeggio vietato — non cambierà nel breve periodo. La variabile rimane il livello locale: ogni Comune conserva il potere di regolamentare la sosta sul proprio territorio, nei limiti fissati dalla giurisprudenza amministrativa.
I camperisti che intendono sostare in aree non attrezzate devono verificare la segnaletica presente, controllare eventuali ordinanze comunali e assicurarsi che nessun elemento del mezzo oltrepassi l’ingombro del veicolo.
